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Archive for the 'Consigli di lettura' Category

“Un dolce odore di morte ” di G. Arriaga

Un noto settimanale lo ha descritto come “Una tragedia greca pervasa da polvere, rum e sudore”.

Io , che gia’ amo molto lo Arriaga sceneggiatore cinematografico ( “Amores perros”,” 21 grammi”, “le 3 sepolture”,”Babel” ) e da poco anche regista ( “The burning plain” ) , ho trovato questo libro pirandellianamente messicano e lo consiglio vivamente a chiunque possa apprezzare questo connubio.

Una ragazza viene trovata morta in un campo di saggina. Qualcuno l’ha pugnalata alle spalle. A rinvenire il cadavere è Ramon, un giovane del vicino paese di Loma Grande. La riconosce: è Adela, la ragazza che da qualche tempo riempiva le sue fantasie più nascoste ma a cui non aveva mai rivolto la parola. Di fronte al suo corpo nudo e violato, è assalito da un misto di terrore e lussu ria. Al contatto con la sua pelle morbida e immobile ha la sensazione di conoscerla da sempre. Ma ora è morta. In un primo momento, nessuno a Loma Grande sembra riconoscere la giovane ma una cosa è chiara a tutti: è la ragazza di Ramon. Quest’ultimo, un po’ per debolezza, un po’ per morbosità, non nega la relazione, anzi alimenta la fantasia collettiva. Tanto che quando sarà chiesta vendetta per il corpo immobile della ragazza sarà proprio lui a uccidere colui che tutti pensano sia l’assassino. Della campagna povera e rovente del Messico, Arriaga sceglie immagini forti: volti di uomini, odori di cucina e il caldo costante, elementi di cui la storia è impastata insieme a un’atmosfera pervasa dalla menzogna, quel collante sociale che spesso è più utile della verità. ( dalla seconda di copertina )

Un dolce odore di morte

€ 9,50

• Autore: Guillermo Arriaga
• Editrice: fazi
• Anno: 2007
• Pagine: 186
• Tipologia: narrativa
• Lingua: it
• Categoria: libri
• Area geografica: Centramerica (americhe / Messico)


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L’Africano di J.M.G. Le Clézio

In realta’ pensavamo da tempo di segnalare questo libro , ben prima che ci arrivasse la notizia della vittoria del Nobel 2008 da parte dell’ autore , che ci rende davvero felici.

L’ africano è un viaggio a ritroso di Le Clézio nell’ Africa del 1948 , ove visse quando aveva otto anni seguendo il padre, medico nell’ esercito britannico .
Un romanzo di formazione ambientato nel Continente Nero nell’ epoca immediatamente precedente la decolonizzazione , e visto attraverso gli occhi di un bambino che ne coglie tutta l’ intensita’ , violenza e poesia.

A rendere questo libro ancora piu’ prezioso , varie foto dell’ epoca , suggestive ed autentiche , scattate dal padre dello scrittore.

• Autore: J.M.G.Le Clezio
• Editrice: instar
• Anno: 2007
• Pagine: 102
• Tipologia: narrativa
• Lingua: it
• Categoria: libri
• Area geografica: Westafrica (africa / Nigeria)

€ 10,00

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DA “L’INDICE “:

Le Clézio racconta il proprio padre come racconterebbe una delle sue storie. Medico coloniale immune agli ideali colonialisti, l’uomo, nato a Mauritius, passò gran parte della sua vita nelle colonie africane e rimase isolato dai familiari a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Il figlio ebbe occasione di conoscerlo all’età di otto anni, in Africa. Le Clézio, che in Africa non è nato, ma vi è stato concepito, abbraccia la concezione della vita che inizia, appunto, dal concepimento, e vede nel continente la propria origine profonda, tanto più che la posizione di outsider del padre risparmiava al figlio la necessità di stabilire un rapporto gerarchico tra l’esperienza europea e quella africana (nigeriana in particolare). Tuttavia, il giovane Le Clézio si trovò, suo malgrado, in un contesto straniante, il che porta il maturo narratore, che rievoca quell’esperienza infantile, a un resoconto entusiasta ed estetizzato dell’Africa. Insomma, Le Clézio sembra salvare del colonialismo soltanto l’aspetto stilisticamente suggestivo e letterariamente più efficace: lo slancio verso un cuore di tenebra che si confonde con la vita intima e le pulsioni primordiali di ciascuno. Le foto scattate proprio da questo padre africano arricchiscono il libro. L’edizione italiana è comunque degna di nota, anche perché costituisce il risultato delle fatiche di quattordici traduttori in erba che si sono occupati dell’opera di Le Clézio nel corso di un master in traduzione editoriale. Questo tipo di pubblicazioni è encomiabile perché costituisce per i traduttori il coronamento del proprio lavoro, per gli editori la pubblicazione di un lavoro di qualità a prezzi contenuti, e per i lettori la possibilità di avvicinarsi a opere letterarie di primo piano che escono in edizione economica già alla loro prima comparsa in Italia.
Paola Ghinelli

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