Mercoledi 28 gennaio alle 18,45 vi aspettiamo alla Sala Nervi della Biblioteca Civica ( Via Cappello 43) per il nostro primo ( e prestigioso!) appuntamento del 2026. Ospiteremo infatti il pluripremiato autore britannico Adam Weymouth che presenterà “Il lupo solitario”, reportage  sul suo viaggio di centinaia di chilometri a piedi sulle orme di  Slavc, il ‘lone wolf “del titolo  che,  partito in un gelido inverno dalla Slovenia,  attraversando Austria e Italia, si è infine stabilito tra i monti bassi e antichi della Lessinia.

A dialogare con Adam avremo Michele Bottazzo, colonna dell’ angolo dell’ Avventura di Verona ed esperto di tematiche forestali , e la vulcanica Daniela Barani, che garantirà anche la traduzione dall’inglese .

«Adam Weymouth ha fatto un viaggio di centinaia di chilometri a piedi – sulle orme di un lupo e fino al cuore del rapporto tra umani e animali nell’Europa contemporanea – e ne ha tratto un libro eccezionale, dalla prosa limpida e meticolosa e insieme evocativa.» – Robert Macfarlane

È il 2011 e il lupo Slavc lascia le montagne slovene dove è nato. Arriva in Austria, poi in Italia e si stabilisce in Lessinia, dove mette su famiglia con un’altra lupa errante ribattezzata Giulietta. Prima che partisse, in Italia del Nord non si vedevano lupi da secoli. Oggi, da lui discendono interi branchi. Ma l’Europa non è la stessa che ha attraversato: fa sempre più caldo, c’è stata la Brexit. L’Unione difende i confini con il filo spinato e il populismo dilaga. In un continente cambiato, Adam Weymouth segue a piedi le orme di Slavc, provando a guardare il mondo con gli occhi del lupo, al passo con la natura. Dobbiamo impedire il ritorno del grande carnivoro? Sparargli a vista? O è giusto proteggerlo e accettare che siamo parte di un ecosistema fatto di prede e predatori? Tra un valico e l’altro, frontiera dopo frontiera, il lupo diventa un simbolo: per alcuni, del selvaggio, dell’istinto feroce, ma anche della cura per i piccoli. Per altri, dell’invasore, del clandestino. Lo raccontano studiosi, contadini, attivisti di microcosmi dimenticati d’Europa: dal Carso, crogiolo di lingue e violenza, alla Carinzia, terreno di conquista dell’estrema destra; dal ghiacciaio della Marmolada, ferito e morente, agli altopiani veronesi spopolati. Ultime roccaforti di una cultura in via d’estinzione che da sempre coesiste con un ambiente complesso, ma spesso anche laboratori per una politica che cavalca la rabbia. Con la curiosità del giornalista, lo spirito dell’avventuriero e la penna dello scrittore, Adam Weymouth si chiede cosa ne sarà del nostro continente e dei suoi grandi predatori – lo specchio in cui vorremmo rifletterci, ma anche il capro espiatorio di un futuro imprevedibile.