Viva le librerie
sabato 09 novembre 2013 LETTERE, L’Arena pagina 23
Innamorato da sempre dei libri approfitto del recente pensionamento per frequentare le librerie veronesi. Mentre in Italia molte librerie chiudono a Verona c´è chi resiste. Al posto della storica, famigliare libreria della “Marisona” il Libraccio, società milanese, ha ristrutturato i locali di via Roma, offre libri nuovi e libri vecchi a basso prezzo e, anche grazie a commessi simpatici e competenti, sta avendo un ottimo successo. La Feltrinelli, grazie anche al bar ristorante e alla presentazione periodica di libri sta conquistando i veronesi; la Fnac, dopo un lungo, drammatico periodo, ha riaperto con altra proprietà che ha mantenuto la libreria e, fortunatamente, la discoteca, dopo la chiusura di tutte le discoteche del centro esclusi i Dischi Volanti.
Sembrava che le Giubbe Rosse dovessero chiudere dopo il cambio di gestione. Non è accaduto, è stato ridotto il personale, in parte assorbito dal Libraccio e la libreria, anche se ha perso il bar e la saletta incontri, ha mantenuto sostanzialmente le sue caratteristiche. Confesso una mia particolare simpatia per Pagina Dodici, la piccola libreria delle Sganzerie gestita con passione, competenza e spirito di sacrificio da Roberta che non ama i bestseller e più di tutti gli altri librai veronesi, coltiva i piccoli editori e le opere di qualità. E per la libreria Gulliver che ha trovato in Luigi Licci un grande appassionato di viaggi e di turismo di qualità.
Vorrei, infine, spendere una parola per la libreria Grosso Ghelfi, e Barbato di Mirella Turco.
Mi fa una certa pena passare in via Scala, dove si affacciano le belle vetrine della nuova libreria e vederla quasi sempre vuota. É bastato uno spostamento di poche decine di metri per fare di una delle più antiche librerie di Verona un esercizio commerciale bello e desolato. Trovo questo un´inspiegabile ingiustizia. La signora Turco avrebbe potuto vivere tranquillamente di rendita. La sua cultura, la sua passione per i libri, la sua capacità comunicativa, gli eccellenti rapporti con i rappresentanti delle case editrici, la sua simpatia le hanno suggerito di investire il capitale della buona uscita in una nuova libreria.
Francesco Mazzi
VERONA