Martedì 23 alle 21 vi aspettiamo al fresco di Corte Dogana per il gradito ritorno di Tino Mantarro, amico e colonna della rivista del Touring che presenterà il suo nuovo libro ” Orient express” scritto con Marco Carlone e pubblicato da Bottega Errante.

Tino dialogherà con il giornalista Ernesto Kieffer, e l’  incontro sarà preceduto dall’ esibizione del gruppo rock veronese Seymour del quale Ernesto è tastierista.

Centoquaranta anni dopo la partenza del primo Orient Express  dalla stazione di Parigi con  destinazione Costantinopoli, Marco Carlone e Tino Mantarro si ritrovano nello stesso luogo per ripercorrere quella rotta per Istanbul, ma a bordo di treni tutt’altro che lussuosi.  È l’inizio di un viaggio a velocità ridotta, inseguendo quel che resta della rotta ferroviaria piu’ famosa della storia  su cui hanno viaggiato nel tempo sovrani e scrittori, spie e assassini, migranti ed esuli.

Tino e Marco  guardano, osservano, descrivono, registrano, producendo un libro davvero originale, con una filosofia che Mantarro riassume così: «Quando prendi un treno devi metterti il cuore in pace. Pretendere che siano in orario è da giapponesi. La meditazione è aiutata, il viaggio non dovrebbe essere produttivo. Dovrebbe essere uno spazio di sospensione e anzi se capita qualche contrattempo meglio, che la storia si anima».

E Marco aggiunge” «Oggi è cambiato tutto. Non esiste più Costantinopoli esiste Istanbul, non esiste più l’impero Ottomano, non esistono più i paesi, gli Stati, che esistevano quando è stata costruita l’idea dell’Orient Express. Sono in realtà aumentati i paesi, sono aumentate le frontiere. Non ci sono più le teste coronate e i ricchi che viaggiano sui treni, ora prendono gli aerei perché sono più rapidi. Si sono modificate anche le rotte commerciali e di interesse. La storia ha seguito la sua naturale o artificiale evoluzione e quindi oggi prendere un treno sulla tratta dell’Orient Express vuol dire prenderne tanti perché non esistono più collegamenti internazionali diretti tra Francia, Germania, l’Europa centro-occidentale e quella sud-orientale: bisogna seguire nuove tratte, che sono più legate agli interessi dei vari paesi che un tempo l’Orient Express attraversava».